Il 2 ottobre è la giornata dei nonni.
I nonni... cosa sono i nonni?
I nonni, i nonni sono genitori alla seconda, sono genitori che hanno l'esperienza moltiplicata a due vite.
I nonni educano, ma più teneramente dei genitori, i nonni viziano, ma non da renderti viziato.
I nonni ti capiscono, a volte più che i genitori stessi.
I nonni ti sanno coccolare in maniera così tenera, in un modo così insolito che solo loro sanno fare.
I nonni avvertono quando qualcosa non va, e sanno quando gli stai mentendo.
I nonni sanno quando hai un fidanzato o una fidanzata, lo sentono nel cuore.
I nonni sanno quando hai bisogno di un consiglio, e la loro saggezza fa in modo che lo esprimano in brevi parole concise, in un modo totalemente inaspettato, ed esatto.
I nonni sanno quando vuoi ascoltare un ricordo, della loro vita o della tua infanzia: perchè loro c'erano.
I nonni hanno quella calma che un genitore non ha, e quella risolutezza: sono così concisi e determinati su tutto, sui principi soprattutto, e, per questo, non errano.
I nonni sanno troppo della vita per sbagliare a leggere l'anima, per sbagliare un consiglio, per sbagliare ad indovinare cosa si pensa.
I nonni sanno raccontare una favola e addormentarsi con essa, mentre tu resti sveglio.
I nonni sanno prepararti quella merenda che nei supermercati non si trova.
I nonni sanno essere più efficienti di un asilo.
I nonni sanno asciugare una lacrima con un sorriso.
I nonni sanno quando è arrivato il momento di lasciar andare il nipote.
I nonni dovrebbero esserci sempre: dovrebbero poter arrivare alla laurea, al matrimonio e a tener in braccio i loro bis-nipoti.
Ma più di tutto:
i nonni sono ciò che Dio ha regalato ai figli, di più bello dopo i genitori.
Chi ha ancora un nonno, una nonna è fortunato, e per quanto pesanti possano essere... sono unici... chissà poi come saremo noi alla loro età, chissà come ci tratteranno... ma ricordate: loro sono ciò che noi saremo, e una telefonata, adesso, ora, non costa nulla.
Auguri a tutti i nonni!
Chiara
P.s. Mi scuso se questo post arriva solo ora, ma sono stata presa.
Un blog che mi fa sentire viva prima di tutto, e poi libera. Un blog che prende spunto da fatti personali per esprimere qualsiasi mio pensiero, insomma un diario "generico", poiché non posso fare a meno di scrivere. Il materiale grafico e fornito da terze persone; tale materiale pubblicato non risente di controlli per i copyright, poiche le eventuali responsabilita ricadono su chi lo ha fornito. I detentori legali dei diritti possono chiedere al nostro indirizzo e-mail la loro rimozione.
lunedì 7 ottobre 2013
mercoledì 2 ottobre 2013
Il Principe triste
C’era
una volta un Principe, Filippo era il suo nome.
Egli
viveva in un castello bellissimo, con ben tre torri, tra le montagne più alte
del mondo, possedeva un Regno grandissimo ed era l’uomo più ricco della Terra.
Il castello di Neuschwanstein- Immagine presa da Google
Era
tanto triste, però, perché non aveva amici, o meglio, gli unici amici che
aveva, erano semplicemente delle persone che gli erano fedeli a causa del suo
denaro.
Come
lo sapeva il Principe Filippo?
La
fata Kiki gli aveva fatto un dono: ogni volta che sul suo castello scendeva la
neve, egli vedeva gli amici veri, quelli che gli volevano bene davvero,
circondati da una luce, la luce della vera Amicizia.
Purtroppo,
però, non gli era mai capitato: all’inizio pensava fosse perché il regalo della
fata non funzionava molto bene, poi si rese conto che le persone non erano per
nulla sue amiche, pur non facendogli nessun torto, a parte usare il suo denaro,
ma di quello, ne aveva a volontà.
Eppure
nessuno nel suo Regno era povero! Perché Filippo era un bravo Principe!
Un
giorno chiese alla fata Kiki di fargli un altro dono: voleva che lei gli
regalasse un Amico!
La fata gli
spiegò che non era possibile, perché l’Amicizia era una cosa speciale, un
sentimento unico che cresceva con il tempo, era un’emozione forte, era un volersi
bene a tal punto da esserci sempre per l’altro, capire l’altro, tanto da essere
in empatia con lui, nel bene e nel male, quasi come un matrimonio con la
condizionale che non c’è bisogno di vedersi tutti i giorni per costruire
qualcosa, la fata Kiki aggiunse: “L’Amicizia è una sentimento talmente forte
che può essere chiamato Amore, è magica: si va oltre l’apparenza, due cuori
amici si riconoscono ovunque, nel freddo e nel caldo. L’Amicizia è
semplicemente magia, ma senza bacchetta magica, solo tra anime.”
Filippo
ebbe un’illuminazione e si ricordò di un bambino, quando andava a scuola, con
cui si era sentito amico, ma finita la scuola non lo aveva più chiamato perché
era troppo occupato con il suo Regno. Si rese conto che Federico gli mancava,
così corse da lui.
Federico
aprì la porta, lo riconobbe e lo invitò ad entrare in casa, lo ospitò tutta la
notte e parlarono tanto e di tutto. Filippo si rese conto che non erano stati
“Amici ideali”, ma semplicemente “Amici reali”, che possono sbagliare, ma esserci
sempre.
E,
quando la neve cadde sul castello, la luce della vera Amicizia avvolse
entrambi.
Chiara
Chiara
lunedì 30 settembre 2013
Ne vale la pena?
Facciamo un gioco, il gioco del "Ne vale la pena sì o no?"
Una delle tante cose che mi sono state insegnate e che trovo estremamente interssante è proprio questo gioco, che si dovrebbe applicare per ogni rapporto della propria vita: sia in amore, sia in amicizia, sia in famiglia.
Il gioco consiste nel porsi questa domanda davanti ad ogni singolo legame qualora iniziassero ad esserci fattori che indichino che quella determinata relazione provochi più dolore che beneficio.
Premettendo che tutti potremmo essere il complemento oggetto di tale gioco, va precisata una cosa: in ogni rapporto nessuno è mai immune del tutto da errori, tutti sbagliano, siamo tutti umani.
Ed è proprio questo che fa la differenza per iniziare o meno questo gioco: dopo la presa conscienza dell'errore, lo si perdona, magari anche senza aspettarsi delle scuse, proprio perchè "Magari è capitato anche il contrario".
Ma se questo slancio non avviene nemmeno dopo un litigio, nemmeno dopo un chiarimento, l'amarezza si accumula.
Passo dopo passo, giorno dopo giorno, un rapporto inizia a non dare più quella gioia che dava, inizia a vacillare, a causare più nervosismo che gioia. E... siamo d'accordo tutti che un rapporto, di qualsiasi natura esso sia, non può causare più dolore che felicità... Altrimenti è nocivo per le persone stesse che lo tengono in piedi.
Proprio a questo punto subentra il gioco del "Ne vale la pena?"
La risposta è quella di lottare sempre, bisogna lottare se si è solo all'inizio di questo terremoto emotivo. Attenzione: se si è all'inizio, qualora la lotta duri troppo, e quel troppo lo sanno quantificare solo i soggetti che lo stanno vivendo, il gioco inizia davvero a diventare duro: lottare o non lottare diventa una domanda cruciale. Ma, se è così nocivo, da causare più dolore, più nervoso, rispetto alla gioia, persino passata, allora la risposta è senza dubbio: lasciar perdere, non ne vale la pena.
Mi è capitato? Sì, soprattutto in amicizia, o meglio in quelle che si sono dimostrate conoscenze, e sinceramente non mi sono mai voltata indietro. Anzi, vi dirò, avrei potuto lasciar perdere prima. Forse avrei avuto qualche rimorso, ma ora come ora, ho solo il rimorso di aver perso tempo prezioso, che potevo dedicare alle persone importati davvero, con le quali vorrei sottolineare, non mi sono mai posta la domanda: "Ne vale la pena?", perchè il dubbio non mi ha mai sfiorata.
Quest'ultimo ragionamento la dice lunga: credo, infatti, qualora si presenti tale dubbio, esso sia già una risposta, almeno nella maggior parte dei casi.
Perchè questo post oggi? Perchè si stanno rivolgendo a me, per consigli, varie persone che stanno trovando amicizie o rapporti amorosi un po' discostanti, quindi ho deciso di svelare questo piccolo segreto, come mi era stato dato in passato.
Quindi, ragazzi: "Ne vale la pena?" ;-)
Baci, Chiara
Una delle tante cose che mi sono state insegnate e che trovo estremamente interssante è proprio questo gioco, che si dovrebbe applicare per ogni rapporto della propria vita: sia in amore, sia in amicizia, sia in famiglia.
Il gioco consiste nel porsi questa domanda davanti ad ogni singolo legame qualora iniziassero ad esserci fattori che indichino che quella determinata relazione provochi più dolore che beneficio.
Premettendo che tutti potremmo essere il complemento oggetto di tale gioco, va precisata una cosa: in ogni rapporto nessuno è mai immune del tutto da errori, tutti sbagliano, siamo tutti umani.
Ed è proprio questo che fa la differenza per iniziare o meno questo gioco: dopo la presa conscienza dell'errore, lo si perdona, magari anche senza aspettarsi delle scuse, proprio perchè "Magari è capitato anche il contrario".
Ma se questo slancio non avviene nemmeno dopo un litigio, nemmeno dopo un chiarimento, l'amarezza si accumula.
Passo dopo passo, giorno dopo giorno, un rapporto inizia a non dare più quella gioia che dava, inizia a vacillare, a causare più nervosismo che gioia. E... siamo d'accordo tutti che un rapporto, di qualsiasi natura esso sia, non può causare più dolore che felicità... Altrimenti è nocivo per le persone stesse che lo tengono in piedi.
Proprio a questo punto subentra il gioco del "Ne vale la pena?"
La risposta è quella di lottare sempre, bisogna lottare se si è solo all'inizio di questo terremoto emotivo. Attenzione: se si è all'inizio, qualora la lotta duri troppo, e quel troppo lo sanno quantificare solo i soggetti che lo stanno vivendo, il gioco inizia davvero a diventare duro: lottare o non lottare diventa una domanda cruciale. Ma, se è così nocivo, da causare più dolore, più nervoso, rispetto alla gioia, persino passata, allora la risposta è senza dubbio: lasciar perdere, non ne vale la pena.
Mi è capitato? Sì, soprattutto in amicizia, o meglio in quelle che si sono dimostrate conoscenze, e sinceramente non mi sono mai voltata indietro. Anzi, vi dirò, avrei potuto lasciar perdere prima. Forse avrei avuto qualche rimorso, ma ora come ora, ho solo il rimorso di aver perso tempo prezioso, che potevo dedicare alle persone importati davvero, con le quali vorrei sottolineare, non mi sono mai posta la domanda: "Ne vale la pena?", perchè il dubbio non mi ha mai sfiorata.
Quest'ultimo ragionamento la dice lunga: credo, infatti, qualora si presenti tale dubbio, esso sia già una risposta, almeno nella maggior parte dei casi.
Perchè questo post oggi? Perchè si stanno rivolgendo a me, per consigli, varie persone che stanno trovando amicizie o rapporti amorosi un po' discostanti, quindi ho deciso di svelare questo piccolo segreto, come mi era stato dato in passato.
Quindi, ragazzi: "Ne vale la pena?" ;-)
Baci, Chiara
venerdì 27 settembre 2013
Ecco come si saluta un'Amica!
Non si smette mai di imparare... in tutto, come in Amicizia.
Ho imparato che quando un'Amica riceve una bella o una brutta notizia, non la si saluta con un "Ciao" apatico, ma la si saluta con tutte se stesse. La si abbraccia, ovunque ci si trovi. Si è in empatia con lei, con tutto il corpo, sia che ci si trovi in un centro commerciale, sia in una casa privata, sia in macchina.
Le si fa sentire tutto di sè, specialmente, il proprio battere del cuore che batte con il suo per farle capire che si è lì, nel bene come nel male.
Ecco cosa ho imparato questa settimana, e ho imparato a dare con più raziocigno, con più amor proprio.
E il consiglio che dò a tutte le persone che si lamentano del comportamento degli altri, è di pensare prima a come si comportano loro, perchè, spesso, gli altri agiscono di conseguenza, o perchè semplicemente non tengono così tanto a quell'Amicizia, e questa è l'altra cosa che ho imparato, non tutti ci tengono come altri, e bisogna indirizzare il proprio amore vcerso le persone giuste.
Grazie alle Amiche, agli amici che mi hanno abbracciato questa settimana e da cui ho imparato molto :-)
Chiara :-)
Ho imparato che quando un'Amica riceve una bella o una brutta notizia, non la si saluta con un "Ciao" apatico, ma la si saluta con tutte se stesse. La si abbraccia, ovunque ci si trovi. Si è in empatia con lei, con tutto il corpo, sia che ci si trovi in un centro commerciale, sia in una casa privata, sia in macchina.
Le si fa sentire tutto di sè, specialmente, il proprio battere del cuore che batte con il suo per farle capire che si è lì, nel bene come nel male.
Ecco cosa ho imparato questa settimana, e ho imparato a dare con più raziocigno, con più amor proprio.
E il consiglio che dò a tutte le persone che si lamentano del comportamento degli altri, è di pensare prima a come si comportano loro, perchè, spesso, gli altri agiscono di conseguenza, o perchè semplicemente non tengono così tanto a quell'Amicizia, e questa è l'altra cosa che ho imparato, non tutti ci tengono come altri, e bisogna indirizzare il proprio amore vcerso le persone giuste.
Grazie alle Amiche, agli amici che mi hanno abbracciato questa settimana e da cui ho imparato molto :-)
Chiara :-)
lunedì 16 settembre 2013
Promesse, promesse e ancora promesse!
Mi sono resa conto che non ho mai, almeno che io ricordi, scritto di questo fantastico sostantivo. Così eccomi qui, ora a rimurginare sopra questa bellissima ed affascinante parola.
Bellissima, fino ad un certo punto, raramente resta bellissima anche oltre quel punto, ma quando lo fa, è un sogno che diventa realtà.
Le promesse sono qualcosa di inebriante, qualcosa di misteriosamente riscaldante, esse sanno mettere i puntini sulle i, a qualcosa che già sembrava perfetto, e lo rendono così fumante, appassionante.
Le promesse, però spesso e purtroppo, sono come un piatto di patatine fritte, vengono fatte nel momento idilliaco, ma non appena il piatto si raffreddda, diventano poco buone, poco digeribili, e riscaldarle è davvero una pessima idea, perchè ormai la loro natura è stata persa: non saranno mai più come pirma. Questo avviene perchè si sbaglia il momento, o la persona a cui le si fanno. Capita perchè si fanno in preda all'attimo, quando l'olio è caldo, senza riflettere. Capita perchè le fa qualcuno di superficiale, che pensa che esse siano proprio come le patatine fritte.
Le promesse, invece, devono essere sentite, devono essere meditate, bisogna essere sicuri che resteranno buone, come la cioccolata: fusa, o dura che essa sia, è sempre buona, è sempre romantica, certo magari nel momento in cui è in frigo, si fa fatica a morderla, come certe promesse si faticano a mantenere nei momenti più bui, però essa è sempre buona e quelle promesse risultano essere quelle vere: perchè a prescindere dal momento, esse ci sono, ed è questa la cosa davvero importante.
Foto della vetrina della "Cioccolateria Italiana" - Milano
Buona cioccolata a tutti... ups: buone promesse a tutti... e attenzione a farle, perchè chi le ascolta crede sempre siano come la cioccolata!
Chiara
Bellissima, fino ad un certo punto, raramente resta bellissima anche oltre quel punto, ma quando lo fa, è un sogno che diventa realtà.
Le promesse sono qualcosa di inebriante, qualcosa di misteriosamente riscaldante, esse sanno mettere i puntini sulle i, a qualcosa che già sembrava perfetto, e lo rendono così fumante, appassionante.
Le promesse, però spesso e purtroppo, sono come un piatto di patatine fritte, vengono fatte nel momento idilliaco, ma non appena il piatto si raffreddda, diventano poco buone, poco digeribili, e riscaldarle è davvero una pessima idea, perchè ormai la loro natura è stata persa: non saranno mai più come pirma. Questo avviene perchè si sbaglia il momento, o la persona a cui le si fanno. Capita perchè si fanno in preda all'attimo, quando l'olio è caldo, senza riflettere. Capita perchè le fa qualcuno di superficiale, che pensa che esse siano proprio come le patatine fritte.
Le promesse, invece, devono essere sentite, devono essere meditate, bisogna essere sicuri che resteranno buone, come la cioccolata: fusa, o dura che essa sia, è sempre buona, è sempre romantica, certo magari nel momento in cui è in frigo, si fa fatica a morderla, come certe promesse si faticano a mantenere nei momenti più bui, però essa è sempre buona e quelle promesse risultano essere quelle vere: perchè a prescindere dal momento, esse ci sono, ed è questa la cosa davvero importante.
Foto della vetrina della "Cioccolateria Italiana" - Milano
Buona cioccolata a tutti... ups: buone promesse a tutti... e attenzione a farle, perchè chi le ascolta crede sempre siano come la cioccolata!
Chiara
giovedì 12 settembre 2013
Gli angeli
Ci sono molte teorie sugli angeli, le domande sono se esistono, e, se si, di che materia sono fatti.
Ma secondo me, la domanda più giusta è chi essi siano, perchè senza ombra di dubbio esistono.
Gli angeli esistono, e sono umani, quasi per lo più capitano casualmente nella vita di ognuno, sono quelle persone che fanno un sorriso in un giornata no, quelle che dicono "Grazie" e "Figurati", senza mai aver la pretesa di aver fatto chissà che cosa.
Gli angeli sono sconosciuti, ma possono anche essere molto ben consociuti: amiche, amici, parenti.
Gli angeli sono quegli amici che ascoltano, aiutano, e mai giudicano.
Gli angeli sono quelle persone che ti mandano un mazzo di fiori il giorno del tuo compleanno, solo per farti sapere che ci sono.
Gli angeli sono quelli che sbucano a casa tua con le merende al cioccolato perchè amano la tua compagnia.
Gli angeli sono quelli che hai perso di vista, ma ti mandano una cartolina.
Gli angeli sono quelli che rispondo ai messaggi, anche semplicemente quando hanno tempo.
Gli angeli sono quelle persone che ti mandano un cuoricino su whatsapp dal nulla.
Gli angeli sono quelle persone che, malgrado il loro periodo triste, non si dimenticano del tuo, e non si dimenticano nemmeno del tuo periodo felice.
Gli angeli sono quelli che sanno che gli stai mentendo, ma te lo lasciano fare per non metterti a disagio.
Gli angeli sono quelli che ti fanno sbagliare entro un certo limite e poi ti allungano il braccio per farti capire che sono con te, nonostante una scelta sbagliata.
Gli angeli sono quelli che ti abbracciano mentre stai facendo un incubo.
Gli angeli sono quelli che prenderebbero il treno per correre da te se non rispondi ad un sms per qualche giorno.
Gli angeli sono quelli che, anche se impressionabili dalla medicina, ti chiamano, ti scrivono per sapere com'è stato il tuo primo tirocinio.
Gli angeli se si arrabbiano, ti parlano, non ti cancellano per poi tornare con pretese.
Gli angeli, però, sanno perdonare, ma attenzione: sbagliano anche loro, la differenza è che lo sanno.
Gli angeli sono quelli che ti ricordano il bene che ti vogliono, e sanno quanto tu ne voglia a loro.
Sono sicura che nella vita di ognuno di voi ci sia almeno un angelo... ricordateglielo, perchè spesso, un angelo ha bisogno gli sia detto che è un angelo.
Foto scattata da Caroline Elefante
Sorridete, siate gentili e sarete, saremo, angeli...
Chiara
Ma secondo me, la domanda più giusta è chi essi siano, perchè senza ombra di dubbio esistono.
Gli angeli esistono, e sono umani, quasi per lo più capitano casualmente nella vita di ognuno, sono quelle persone che fanno un sorriso in un giornata no, quelle che dicono "Grazie" e "Figurati", senza mai aver la pretesa di aver fatto chissà che cosa.
Gli angeli sono sconosciuti, ma possono anche essere molto ben consociuti: amiche, amici, parenti.
Gli angeli sono quegli amici che ascoltano, aiutano, e mai giudicano.
Gli angeli sono quelle persone che ti mandano un mazzo di fiori il giorno del tuo compleanno, solo per farti sapere che ci sono.
Gli angeli sono quelli che sbucano a casa tua con le merende al cioccolato perchè amano la tua compagnia.
Gli angeli sono quelli che hai perso di vista, ma ti mandano una cartolina.
Gli angeli sono quelli che rispondo ai messaggi, anche semplicemente quando hanno tempo.
Gli angeli sono quelle persone che ti mandano un cuoricino su whatsapp dal nulla.
Gli angeli sono quelle persone che, malgrado il loro periodo triste, non si dimenticano del tuo, e non si dimenticano nemmeno del tuo periodo felice.
Gli angeli sono quelli che sanno che gli stai mentendo, ma te lo lasciano fare per non metterti a disagio.
Gli angeli sono quelli che ti fanno sbagliare entro un certo limite e poi ti allungano il braccio per farti capire che sono con te, nonostante una scelta sbagliata.
Gli angeli sono quelli che ti abbracciano mentre stai facendo un incubo.
Gli angeli sono quelli che prenderebbero il treno per correre da te se non rispondi ad un sms per qualche giorno.
Gli angeli sono quelli che, anche se impressionabili dalla medicina, ti chiamano, ti scrivono per sapere com'è stato il tuo primo tirocinio.
Gli angeli se si arrabbiano, ti parlano, non ti cancellano per poi tornare con pretese.
Gli angeli, però, sanno perdonare, ma attenzione: sbagliano anche loro, la differenza è che lo sanno.
Gli angeli sono quelli che ti ricordano il bene che ti vogliono, e sanno quanto tu ne voglia a loro.
Sono sicura che nella vita di ognuno di voi ci sia almeno un angelo... ricordateglielo, perchè spesso, un angelo ha bisogno gli sia detto che è un angelo.
Foto scattata da Caroline Elefante
Sorridete, siate gentili e sarete, saremo, angeli...
Chiara
domenica 1 settembre 2013
L'universo tranne noi
Credo che tutti nella vita dovrebbero riuscire ad innamorarsi per davvero, almeno una volta.
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero sentire di avere accanto quel qualcuno che si è sempre sognato, anzi quel qualcuno che nemmeno i sogni descivevano così bene, quel qualcuno che non ci si aspettava fosse "Così tanto".
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero riuscire a lasciarsi andare all'idea romantica, a buttarsi, verso quella cosa che non è più un'idea, ma inizia ad essere quella realtà che si era letta nei grandi romanzi, o meglio che si descrive nella poesia dell'amore, anzi, dell'Amore che i cantanti cantano.
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero essere stravolti, completamente sottosopra, con la mente offuscata, e il cuore in estasi da quel sentimento tanto forte, potente, immenso che sembra esagerato ed impossibile con il petto che sembra esplodere.
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero non desiderare altro per vivere, che non c'è parola per descrivere, che ti scegli che non si fa scegliere, perchè qualsiasi cosa che si faccia per evitarlo non conta, esso trova il destinatario e da quel cuore, da quella mente, da quell'anima non se ne va, e non se ne andrà.
E se lo si trova, si dovrebbe cercare di non perderlo, perchè è quello che tutti cercano, quell'Amore grazie al quale potrebbe scomparire l' "Universo tranne noi".
E se non lo si è ancora trovato continuate a cercare, perchè io credo davvero che ce ne sia almeno uno per tutti, cercate, cercate e cercate, e non fermatevi davanti ai falsi.
Chiara
(Max Pezzali con questa canzone, da cui è preso il titolo e da cui è ispirato il post, che è quasi una prosa della sua canzone, è riuscito a dare una realtà scritta ai sogni... ed è meravigliosa).
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero sentire di avere accanto quel qualcuno che si è sempre sognato, anzi quel qualcuno che nemmeno i sogni descivevano così bene, quel qualcuno che non ci si aspettava fosse "Così tanto".
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero riuscire a lasciarsi andare all'idea romantica, a buttarsi, verso quella cosa che non è più un'idea, ma inizia ad essere quella realtà che si era letta nei grandi romanzi, o meglio che si descrive nella poesia dell'amore, anzi, dell'Amore che i cantanti cantano.
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero essere stravolti, completamente sottosopra, con la mente offuscata, e il cuore in estasi da quel sentimento tanto forte, potente, immenso che sembra esagerato ed impossibile con il petto che sembra esplodere.
Almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero non desiderare altro per vivere, che non c'è parola per descrivere, che ti scegli che non si fa scegliere, perchè qualsiasi cosa che si faccia per evitarlo non conta, esso trova il destinatario e da quel cuore, da quella mente, da quell'anima non se ne va, e non se ne andrà.
E se lo si trova, si dovrebbe cercare di non perderlo, perchè è quello che tutti cercano, quell'Amore grazie al quale potrebbe scomparire l' "Universo tranne noi".
E se non lo si è ancora trovato continuate a cercare, perchè io credo davvero che ce ne sia almeno uno per tutti, cercate, cercate e cercate, e non fermatevi davanti ai falsi.
Chiara
(Max Pezzali con questa canzone, da cui è preso il titolo e da cui è ispirato il post, che è quasi una prosa della sua canzone, è riuscito a dare una realtà scritta ai sogni... ed è meravigliosa).
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