Era il 3 settembre di un po' di anni fa quando sono entrata un po' spaventata alla Casa di Cura "La Madonnina".
Era il 4 settembre quando "Quegli stronzi dei medici non mi avevano detto che mi avrebbe fatto così male" -frase urlata ai medici stessi mentre mi stavo risvegliando dall'anestesia-. Avevo 14 anni.
Ricordo ogni cosa di quel giorno, di quei giorni.
Gli odori, la dolcezza delle infermiere, i medici stronzi e quelli che sono riusciti a entrare in empatia con me. Da paziente lo posso dire: essere preparati sul piano teorico è e deve essere scontato, ma essere preparati sul piano umano, dovrebbe esserlo altrettanto.
Il mio attuale ortopedico era entrato in sintonia con me parlando di Milan e di Pastori Tedeschi. Non dimenticherò mai cosa ha fatto quel giorno ad una bambina un po' spaesata.
Ricordo chi c'era ed è venuto a trovarmi, chi c'era con un sms o una chiamata ai miei genitori, chi mi ha portato dei fiori, chi un cappello.
Con alcuni di voi le nostre strade si sono divise: un po' l'adolescenza, un po' i cambiamenti, un po' gli errori, ma non importa: chi c'era in quei giorni avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Di voi mi ricorderò sempre con molto affetto.
Ma la cosa che ricordo più di tutte è il dolore. Quel dolore che non meritavo di provare. Quel dolore dovuto ad un intervento chirurgico di 6 ore alla colonna vertebrale, quel dolore dovuto ad un cazzo di antidolorifico che non entrava in vena perché la flebo si era piegata e nessuno se ne era accorto.
Vedo ogni giorno la mia cicatrice: dite quello che volete, ma è stupenda. Sapete che a me le schiene senza cicatrici proprio non piacciono? Ahah :-) mi chiedo sempre: "Che strano, nessuno ha mai guardato dentro di lui/lei?" . Ovviamente il caso strano sono io.
Ecco perché quando mi fermano in spiaggia per chiedermi "Cosa hai fatto?" lo racconto senza problemi. Ecco perché quando mi chiedono se voglio sottopormi ad una "Sistemazione della cicatrice" dico di no.
Perché lei, fa parte di me. Lei è quello che ho passato. E non voglio dimenticarlo.
Allora, Amica Mia, cara la mia schiena parliamone: quest'anno mi hai fatto un po' tribolare. Va bene, invecchio io e invecchi te, ci sta. Ma dii alle mie vertebre di smetterla di avere "Quell'iniziale rarefazione", di fermarsi così. Dii alla mia scapola di stare attenta a quella vite proprio lì sotto.
Hai ragione Amica Mia, sento quello che mi dici: mi sono sfuggite di mano un po' di cose negli anni e ho sbagliato. Ho commesso non uno, ma più errori. Non sono giustificabili, scusami. Ti chiedo perdono, e tu, per piacere, semplicemente perdonami.
Chiara
Un blog che mi fa sentire viva prima di tutto, e poi libera. Un blog che prende spunto da fatti personali per esprimere qualsiasi mio pensiero, insomma un diario "generico", poiché non posso fare a meno di scrivere. Il materiale grafico e fornito da terze persone; tale materiale pubblicato non risente di controlli per i copyright, poiche le eventuali responsabilita ricadono su chi lo ha fornito. I detentori legali dei diritti possono chiedere al nostro indirizzo e-mail la loro rimozione.
lunedì 4 settembre 2017
giovedì 3 agosto 2017
Sintonie, rabbie e delusioni.. infine: serenità
Oggi mi sento un po’ così: stanca.
Mi sembra di essere piombata nella fase “Cosa pensano di me”,
“E’ arrabbiata con me?”, cioè dell’insicurezza.
Eppure la cosa che mi preoccupa è che in realtà sono io a non dire ciò che penso.
Ho sempre paura di ferire e forse anche di ascolare commenti
negativi su di me, ma in fin dei conti: non si può piacere a tutti. Non si può pensare che non ci sia (Sempre)
qualcuno dietro l’angolo a giudicare, alla fine si sa: chi vuole criticare,
troverà sempre il modo di farlo.
Ma la cosa più naturale è che al mondo esiste la grande
bellezza della “Varietà”.
Non siamo tutti uguali, per questo la sintonia c’è o non c’è.
Forse bisogna solo vivere con meno rabbia e capire che, a
volte in realtà, è delusione. Essa è
dovuta al fatto che si senta sintonia verso una certa persona, ma lei non la
sente. Succede… ed è importante capire che non
è colpa di nessuno. Prima o poi, la tristezza e la delusione passeranno,
anche grazie a persone con le quali la sintonia è reciproca.
Pensandoci: se fossimo tutti in sintonia con tutti, nessuno
riuscirebbe a vivere davvero, perché saremmo occupati a coltivare milioni di
rapporti. Ovviamente sarebbe assurdo.
Ci dovrebbe essere una regola base molto importante: rispettare
sempre e comunque gli altri, anche le persone con le quali la sintonia si è
persa, ed augurare loro il meglio.
Rassegnarsi alle sintonie perse e continuare a coltivare
quelle che sono reciproche: così si che torna la serenità.
Chiara
venerdì 23 giugno 2017
Sei davvero una Donna emancipata?
Non mi sono mai piaciute certe definizioni, e credo fortemente che la vera libertà sia la possibilità di scegliere cosa fare della propria vita. Certo, bisogna essere chiari con se stessi e con la persona con cui intendiamo accompagnarci nel lungo percorso della nostra esistenza.
Comunque non divagherò, questo è un altro discorso.
Tuttavia, una volta chiarito cosa si desidera, la vera emancipazione è ottenerlo da Donna, almeno secondo me.
Si vedono continuamente, anche nei film o telefilm, donne che giocano ad interpretare uomini, rinunciando alla propria personalità solo per raggiungere il proprio scopo.
Per quanto l'obiettivo sia importante, però, è il viaggio la parte più importante che contraddistingue le persone tra di loro. Il fine non giustifica i mezzi. Anzi, giocando a fare gli uomini, secondo me, si perde la parte più bella dell'essere Donna.
La società non ha bisogno di donne al potere che si comportano da uomini, i bambini non hanno bisogno di vedere una madre che fa il padre e viceversa.
Noi Donne possiamo davvero conquistare il mondo, ma facendo le Donne. Di uomini ne abbiamo avuti già abbastanza, non credete?
Chiara
Comunque non divagherò, questo è un altro discorso.
Tuttavia, una volta chiarito cosa si desidera, la vera emancipazione è ottenerlo da Donna, almeno secondo me.
Si vedono continuamente, anche nei film o telefilm, donne che giocano ad interpretare uomini, rinunciando alla propria personalità solo per raggiungere il proprio scopo.
Per quanto l'obiettivo sia importante, però, è il viaggio la parte più importante che contraddistingue le persone tra di loro. Il fine non giustifica i mezzi. Anzi, giocando a fare gli uomini, secondo me, si perde la parte più bella dell'essere Donna.
La società non ha bisogno di donne al potere che si comportano da uomini, i bambini non hanno bisogno di vedere una madre che fa il padre e viceversa.
Noi Donne possiamo davvero conquistare il mondo, ma facendo le Donne. Di uomini ne abbiamo avuti già abbastanza, non credete?
Chiara
lunedì 12 giugno 2017
Ti sei mai pentito di aver fatto una confidenza?
Confidare deriva proprio da "Avere piena fiducia" e se ci pensiamo, le confidenze dovrebbero in assoluto avere questa prerogativa.
Eppure ogni tanto, specie alle persone un po' più aperte, capita di far uscire qualcosa di intimo, di personale, senza questa reale "Confidenza".
O meglio: in quel momento la si avverte. Ma poi, lì, quando è il momento di ascoltare la risposta, essa non è altro che una delusione (sempre se c'è!).
Da esperienze simili personali, sono nate grandi amicizie ma non nascondo una cosa: da bambini, da pre-adolescenti, si ha un istinto che definirei "Naturale".
Crescendo, però, è come se venisse un po' a mancare.
Iniziano così le prime vere delusioni: sentirsi come se fosse stato l'altro a rubare una piccola parte di te. E la si vorrebbe indietro.
Però non funziona così, quindi cosa fare?
E' chiaro: ognuno deve trovare il suo modo, non c'è una reazione giusta e una sbagliata, ma vi confido il mio, magari vi sarà utile.
Io lascio perdere la prima volta. A volte anche la seconda. Quindi cerco di capire se nelle altre confidenze fatte a questa persona, esiste qualcosa che mi ha arricchita oppure no.
Se la risposta è no, nessun arricchimento, ma anzi: sensazione di aver letteralmente perso tempo ad ascoltare, senza essere mai stati ascoltati (e non siete psicoterapeuti) allora non è amicizia. Allora non è un vero rapporto. E va chiuso.
Volete qualche segnale? Eccoli, ma ricordate che la linea sottile è quella dell'egocentrismo: perché una persona egocentrica metterà sempre sé al primo posto e le vostre confidenze saranno sempre "Dopo di loro", per cui le sottovaluteranno o non le prenderanno mai in considerazione.
- Tutte le volte che parlate esiste solo un "Anche io";
- tutte le volte che parlate esiste solo "Per me è stato peggio" (magari non esplicitamente ma quello è il senso) e sarà sempre così;
- spesso ti chiedono "Come stai?" e non rispondono, oppure "Scusa ma mi è successo...." e ancora loro;
- non rispettano quello che gli chiedi;
- esigono sempre, e nonostante li aiutate, vi fanno pesare i due errori che avete commesso (perché siete umani) o lanciano battute poco chiare nonostante ammettano di esserlo;
- autostima elevata senza rendersene conto;
- se prendete le vostre conversazioni degli ultimi 3 mesi al 90% si parla di loro e al 10% di voi;
- ti rispondono "Passerà" quando sui loro problemi avete "Impiegato una rottura di coglioni tremenda".
Però, ora mi rivolgo a te che stai leggendo questo post: ricordati che non sei lo psicologo di nessuno. E se un rapporto non ti arricchisce è un rapporto morto. Un rapporto deve essere da entrambi i lati, e i tuoi sfoghi, i tuoi problemi, sono importanti quanto quelli dell'altro.
Un rapporto che non fa bene, va chiuso.
Se non puoi chiuderlo perché chiaramente l'altro non ammetterà mai di essere un egocentrico che sottovaluta le confidenze altrui, lasciatelo scivolare via.
Chiara
Eppure ogni tanto, specie alle persone un po' più aperte, capita di far uscire qualcosa di intimo, di personale, senza questa reale "Confidenza".
O meglio: in quel momento la si avverte. Ma poi, lì, quando è il momento di ascoltare la risposta, essa non è altro che una delusione (sempre se c'è!).
Da esperienze simili personali, sono nate grandi amicizie ma non nascondo una cosa: da bambini, da pre-adolescenti, si ha un istinto che definirei "Naturale".
Crescendo, però, è come se venisse un po' a mancare.
Iniziano così le prime vere delusioni: sentirsi come se fosse stato l'altro a rubare una piccola parte di te. E la si vorrebbe indietro.
Però non funziona così, quindi cosa fare?
E' chiaro: ognuno deve trovare il suo modo, non c'è una reazione giusta e una sbagliata, ma vi confido il mio, magari vi sarà utile.
Io lascio perdere la prima volta. A volte anche la seconda. Quindi cerco di capire se nelle altre confidenze fatte a questa persona, esiste qualcosa che mi ha arricchita oppure no.
Se la risposta è no, nessun arricchimento, ma anzi: sensazione di aver letteralmente perso tempo ad ascoltare, senza essere mai stati ascoltati (e non siete psicoterapeuti) allora non è amicizia. Allora non è un vero rapporto. E va chiuso.
Volete qualche segnale? Eccoli, ma ricordate che la linea sottile è quella dell'egocentrismo: perché una persona egocentrica metterà sempre sé al primo posto e le vostre confidenze saranno sempre "Dopo di loro", per cui le sottovaluteranno o non le prenderanno mai in considerazione.
- Tutte le volte che parlate esiste solo un "Anche io";
- tutte le volte che parlate esiste solo "Per me è stato peggio" (magari non esplicitamente ma quello è il senso) e sarà sempre così;
- spesso ti chiedono "Come stai?" e non rispondono, oppure "Scusa ma mi è successo...." e ancora loro;
- non rispettano quello che gli chiedi;
- esigono sempre, e nonostante li aiutate, vi fanno pesare i due errori che avete commesso (perché siete umani) o lanciano battute poco chiare nonostante ammettano di esserlo;
- autostima elevata senza rendersene conto;
- se prendete le vostre conversazioni degli ultimi 3 mesi al 90% si parla di loro e al 10% di voi;
- ti rispondono "Passerà" quando sui loro problemi avete "Impiegato una rottura di coglioni tremenda".
Però, ora mi rivolgo a te che stai leggendo questo post: ricordati che non sei lo psicologo di nessuno. E se un rapporto non ti arricchisce è un rapporto morto. Un rapporto deve essere da entrambi i lati, e i tuoi sfoghi, i tuoi problemi, sono importanti quanto quelli dell'altro.
Un rapporto che non fa bene, va chiuso.
Se non puoi chiuderlo perché chiaramente l'altro non ammetterà mai di essere un egocentrico che sottovaluta le confidenze altrui, lasciatelo scivolare via.
Chiara
martedì 6 giugno 2017
Sei anche tu un "Tuttologo col web"?
"Tutti tuttologi col web" recita la canzone vincitrice di Sanremo 2017.
Tutti la cantano e nessuno la ascolta. Nello specifico questa frase.
Non ci si rende proprio conto che per avere un'opinione serve essere molto informati su quella questione. Inoltre spesso, non si può avere un'opinione su certi argomenti. Infatti, per averla, bisogna aver studiato quelle specifiche materie.
Lo so, tanti di voi sono stanchi di sentire parlare dei vaccini. Ma forse non vi rendete conto di quanta ignoranza circoli... Altro argomento nella top ten sono gli antibiotici: diciamolo subito, è un argomento diverso da quello dei vaccini. Certo chi legge questo post potrebbe pensare che sono impazzita a specificarlo. Ma ne ho lette di tutti i colori.
Onestamente questo articolo era molto diverso prima che lo rivedessi. Ma poi ho cambiato idea. Non voglio condividere opinioni scientifiche, specifiche. Ma voglio solo fare a tutti voi una grande richiesta:
"(...) Ho sempre detto a mia figlia: se vuoi sapere una cosa non chiedere a internet. Trova il migliore in circolazione, e se non è più in gamba di te, vai da qualche altre parte. (...)" Grey's Anatomy stagione 13-episodio 12
Chiedo questo quindi : prima di farvi un'opinione senza basi, se avete dei dubbi su qualcosa, bene: fissate un appuntamento con il migliore in quel campo e andateci. Fatelo parlare e poi strizzatelo di domande. Ma per favore, fatelo. Su qualsiasi argomento, ma soprattutto su uno in cui le opinioni non avrebbero ragione d'esistere.
Altrimenti.... Beh, altrimenti ci vedremo in spiaggia a cantare canzoni di cui ignorate il significato.
Chiara
Tutti la cantano e nessuno la ascolta. Nello specifico questa frase.
Non ci si rende proprio conto che per avere un'opinione serve essere molto informati su quella questione. Inoltre spesso, non si può avere un'opinione su certi argomenti. Infatti, per averla, bisogna aver studiato quelle specifiche materie.
Lo so, tanti di voi sono stanchi di sentire parlare dei vaccini. Ma forse non vi rendete conto di quanta ignoranza circoli... Altro argomento nella top ten sono gli antibiotici: diciamolo subito, è un argomento diverso da quello dei vaccini. Certo chi legge questo post potrebbe pensare che sono impazzita a specificarlo. Ma ne ho lette di tutti i colori.
Onestamente questo articolo era molto diverso prima che lo rivedessi. Ma poi ho cambiato idea. Non voglio condividere opinioni scientifiche, specifiche. Ma voglio solo fare a tutti voi una grande richiesta:
"(...) Ho sempre detto a mia figlia: se vuoi sapere una cosa non chiedere a internet. Trova il migliore in circolazione, e se non è più in gamba di te, vai da qualche altre parte. (...)" Grey's Anatomy stagione 13-episodio 12
Chiedo questo quindi : prima di farvi un'opinione senza basi, se avete dei dubbi su qualcosa, bene: fissate un appuntamento con il migliore in quel campo e andateci. Fatelo parlare e poi strizzatelo di domande. Ma per favore, fatelo. Su qualsiasi argomento, ma soprattutto su uno in cui le opinioni non avrebbero ragione d'esistere.
Altrimenti.... Beh, altrimenti ci vedremo in spiaggia a cantare canzoni di cui ignorate il significato.
Chiara
lunedì 29 maggio 2017
Quante amiche hai?
"C'era una volta un gruppo di Amiche... " vi suona familiare?
"Le Amiche poi presero strade diverse... chi quella dell'università, chi quella del lavoro...
Ed è allora che, il tempo, le litigate, la vita, hanno creato i rapporti di oggi. I rapporti della fase adulta della vita. I rapporti che forse le accompagneranno in quell'eternamente noi, che speravano esistessero davvero. Già perché spesso il principe azzurro c'è, ma nell'epoca dei divorzi e di Tinder, è difficile credere al per sempre. Ma nell'epoca dei lavori all'estero e di FaceTime, l'Amicizia invece fa credere al per sempre. "
I rapporti, cambiano, spesso e volentieri... Ma come? E soprattutto quante amiche hai? Le puoi contare, seguendo queste tre categorie.
1. L'Amica : colei che è come una sorella. Colei con la quale condividete tutto. Colei con la quale non avete paura nemmeno di litigare. Perché sapete che c'è e ci sarà. Perché vi ha dato molte dimostrazioni di quanto ci tenga a voi, anzi, con lei le dimostrazioni non finiscono mai. Siete quasi simbiotiche, una di quelle amicizie da "Abbiamo il ciclo contemporaneamente".
In questa fase ci possono essere più persone, ma difficilmente più di 2, soprattutto se avete una vita vera.
- L'amica/ Le amiche: in questa categoria ci sono i rapporti di "ogni 3/4 giorni". Già diventa più difficile organizzare di sentirvi, e gli aggiornamenti, ve li date appena vi sentite. Vi volete bene, non c'è comunque dubbio. Amate i consigli dell'altra e le prospettive diverse che porta nella vostra vita.
- Le amiche da una volta al mese o più: non siete l'una la priorità dell'altra, è chiaro. Ma come dicevo: non si può essere tutte la priorità di tutte... altrimenti sarebbe come lavorare in un centralino! Tuttavia hanno diritto di esistere anche questi rapporti. Sono le amiche che non vi sentite per mesi, ma quando vi vedete, è come essersi viste la sera prima. Quell'intimità non si perde.
In questa categoria ci possono essere davvero tante amiche.
Purtroppo è inevitabile, c'è sicuramente qualcuno che avete perso. Magari in questo momento vi irrita ancora come sono andate le cose. Di certo, però: se riempite le tre categorie sopracitate siete fortunate, ma anche brave... perché diciamolo: per avere delle amiche, bisogna essere delle amiche!
Chiara
domenica 12 febbraio 2017
Non c'è solo il bianco e il nero
Non mi piacciono le persone che... :
- pretendono di aver sempre ragione e non mettono mai in dubbio una loro idea;
- si circondano solo di persone che la pensano esattamente come loro, senza ascoltare (N.B. non "Sentire") altre opinioni;
- quando passano loro un momento "Delicato", gli amici ci devono essere, ma al contrario no;
- criticano gli altri e generano pettegolezzi puri (come nei piccoli paesini), giudicando gli errori degli altri, ma non guardano quelli in casa propria;
- i cattolici che giudicano, pur davanti all'umiltà di un Papa come Papa Francesco;
- gli anti-cattolici che pubblicano una serie di "Ignorantate", senza informarsi;
- offendono;
- non si informano sull'attualità;
- fanno paragoni;
- davanti ai problemi degli altri dicono "Vedrai che..." . Nessuno è un veggente;
- gli estremisti di ogni categoria: "Bisogna essere vegetariani, carnivori, perennemente dieta perché il cibo non è importante e bisogna pesare il giusto peso, mangioni perché bisogna mangiare."
Tutto quello che ho scritto si può riassumere in "Non c'è solo il bianco e il nero.".
Io non sono perfetta, sbaglio, eccome se sbaglio! Ma cerco sempre di riflettere, di non ferire gli altri e di non giudicarli.
Foto presa da : https://it.wikipedia.org/wiki/File:Nero_e_Bianco_(Quadrati).png
Perché questo post?
No, non sono arrabbiata (= non lo sono davvero, fate prima a non chiedermelo, grazie, ma solo stufa di non dire la "Mia") , ma delusa da quello che ascolto, da quello che leggo. Come tanti altri giorni...
Ma se con questo post, qualcuno si farà qualche domanda in più, ne sarei felice.
Che bello invece, essere circondati da altre persone.
Grazie a chi si è ricordato di me, con quel pensiero particolare, IERI e OGGI.
Buona notte a tutti,
Chiara
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