Questo è stato un compleanno "Particolare": non avevo voglia di festeggiare perché vedevo schierato davanti a me tutto quello che avrei già dovuto essere e fare, e che non sono, né che ho fatto.
Invece già da due giorni prima, mi sono arrivati, messaggi, bigliettini che mi hanno fatto sentire speciale. Persone che "Mi hanno obbligato" e "Mi stanno obbligando tutt'ora" a festeggiare, sono quelle che senza dubbio, hanno capito davvero, ciò di cui io avessi bisogno, senza che neppure io lo sapessi.
Persone che mi hanno fatta sentire unica, speciale, fortunata di essere come sono.
Persone che mi hanno ringraziata per come sono, e non mi hanno fatta sentire per nulla fuori posto.
Per la prima volta, dopo tanto tempo, mi sono guardata con i loro occhi e il regalo più bello che ho ricevuto e che mi sono fatta, è stato quello di sentirmi orgogliosa di me, felice di dove sono e di come sono.
Grazie a tutti voi, sono estremamente fortunata ad avervi vicino.
Non faccio i nomi, ma spero che il mio messaggio vi arrivi al cuore.
L'unico dispiacere che ho avuto, è stato quello di non ricevere gli auguri da persone che nei miei pensieri ci sono. Siete stati una sorta di stella mancante per completare la perfezione di una costellazione, ma ciò non significa che vi toglierò dai miei pensieri di affetto.
Un abbraccio a tutti,
Chiara
Un blog che mi fa sentire viva prima di tutto, e poi libera. Un blog che prende spunto da fatti personali per esprimere qualsiasi mio pensiero, insomma un diario "generico", poiché non posso fare a meno di scrivere. Il materiale grafico e fornito da terze persone; tale materiale pubblicato non risente di controlli per i copyright, poiche le eventuali responsabilita ricadono su chi lo ha fornito. I detentori legali dei diritti possono chiedere al nostro indirizzo e-mail la loro rimozione.
lunedì 22 ottobre 2018
Confidenze SI o confidenze NO?
Quando nasce un'amicizia, generalmente, per quanto lenta proceda la conoscenza, non si sa mai quando è il momento opportuno per confidarsi. Con "Momento opportuno" intendo quel momento in cui nasce la fiducia per parlare realmente e profondamente di sé.
Vorrei tanto scrivere qualcosa per far capire a tutti quando è il momento, ma in realtà non lo so nemmeno io, quindi se voi lo sapete, vi scongiuro ditemelo 😅 .
Io sono molto fiduciosa: "Purtroppo" o "Per fortuna" ?
Ci sono giorni i cui queste confidenze vengono decisamente violate da un'insensibilità che veniva celata da chi le stava ricevendo, almeno fino a quel momento. Durante queste giornate mi dico: "Chiara, ma cavolo! Hai già abbastanza amici e amiche, ma cosa cavolo cerchi ancora?"
Ci resto male, ci rifletto in continuazione, e, ovviamente, mi pento. A volte ho persino "Paura" di come potrebbero essere sfruttate le mie confidenze.
Ci sono volte, invece, in cui ringrazio di essermi confidata, perché mi rendo conto che grazie a questa fiducia, ho incontrato e ho mantenuto, nella mia vita, persone davvero speciali che mi hanno arricchita tantissimo. Queste persone non sono mai "Troppe", ognuna dà un valore aggiunto.
Forse, vale la pena rischiare, fidarsi e confidarsi?
Chiara
lunedì 15 ottobre 2018
Su cosa è basata l'intimità di un rapporto?
Su cosa è basata l'intimità di un rapporto? Può essere basata sulla condivisione, secondo voi?
Credo che ognuno abbia la propria idea, i propri bisogni, sia in amicizia, sia in coppia.
Tuttavia io sono convinta che non esista un vero rapporto senza una vera condivisione.
Mi vengono in mente tre tipi di condivisione: quotidiana, dei fatti più significativi, profonda.
La condivisione quotidiana fa raccontare la giornata,
la condivisione dei fatti più significativi fa riportare le cose più importanti capitate in un certo lasso di tempo,
la condivisione profonda è quella degli eventi più sensibili e dei sentimenti.
In amicizia è complicato: c'è infatti un equilibrio molto personale, a volte varia "Da amica/o ad amica/o", quindi da rapporto a rapporto. Tuttavia non possono mancare la condivisione dei fatti più significativi e quella profonda.
In amore, invece, è molto più semplice, per così dire: sono necessarie tutte e tre.
A mio parere solo in questo modo si può creare l'intimità, che è alla base della complicità, fondamentale in amicizia e in amore.
Voi cosa pensate?
Chiara
Credo che ognuno abbia la propria idea, i propri bisogni, sia in amicizia, sia in coppia.
Tuttavia io sono convinta che non esista un vero rapporto senza una vera condivisione.
Mi vengono in mente tre tipi di condivisione: quotidiana, dei fatti più significativi, profonda.
La condivisione quotidiana fa raccontare la giornata,
la condivisione dei fatti più significativi fa riportare le cose più importanti capitate in un certo lasso di tempo,
la condivisione profonda è quella degli eventi più sensibili e dei sentimenti.
In amicizia è complicato: c'è infatti un equilibrio molto personale, a volte varia "Da amica/o ad amica/o", quindi da rapporto a rapporto. Tuttavia non possono mancare la condivisione dei fatti più significativi e quella profonda.
In amore, invece, è molto più semplice, per così dire: sono necessarie tutte e tre.
A mio parere solo in questo modo si può creare l'intimità, che è alla base della complicità, fondamentale in amicizia e in amore.
Voi cosa pensate?
Chiara
lunedì 8 ottobre 2018
Il bellissimo e il bruttissimo potere di Whatsapp
Whatsapp, Telegram e tutti i servizi di messaggistica istantanea hanno aperto un nuovo metodo di comunicazione.
Ci hanno fatto abituare al "Tutto e subito", anche se spesso poi fanno scontrare questa società impaziente con la realtà dell'impossibilità di essere sempre connessi.
Aiutano, anche tanto le persone. Le aiutano nei momenti di solitudine, quando vorrebbero un consiglio urgente, quando non riescono a parlare ma a scrivere. Aiutano quando l'altra persona non può essere subito disponibile, ma può ricevere e rispondere appena è libera.
Ma è ora di guardare cosa non fanno: non fanno capire i toni (nonostante le innumerevoli faccine). Inoltre, visto che non si può scrivere certo un romanzo dettagliato, per quanto lungo possa essere il messaggio, in pochi sono Dickens e quindi apre a domande, fraintendimenti e incomprensioni.
Ho visto litigi spegnersi dopo una breve chiamata e persone scoprire che intendevano la stessa cosa.
Ho visto persone sottovalutare gioie o dolori scritti su tali messaggi, senza capire la profondità del testo.
Allora, per piacere, non lasciamo che Whatsapp, Telegram o altro sostituiscano uno sguardo, un abbraccio, un sorriso o una lacrima reale.
Chiara
Ci hanno fatto abituare al "Tutto e subito", anche se spesso poi fanno scontrare questa società impaziente con la realtà dell'impossibilità di essere sempre connessi.
Aiutano, anche tanto le persone. Le aiutano nei momenti di solitudine, quando vorrebbero un consiglio urgente, quando non riescono a parlare ma a scrivere. Aiutano quando l'altra persona non può essere subito disponibile, ma può ricevere e rispondere appena è libera.
Ma è ora di guardare cosa non fanno: non fanno capire i toni (nonostante le innumerevoli faccine). Inoltre, visto che non si può scrivere certo un romanzo dettagliato, per quanto lungo possa essere il messaggio, in pochi sono Dickens e quindi apre a domande, fraintendimenti e incomprensioni.
Ho visto litigi spegnersi dopo una breve chiamata e persone scoprire che intendevano la stessa cosa.
Ho visto persone sottovalutare gioie o dolori scritti su tali messaggi, senza capire la profondità del testo.
Allora, per piacere, non lasciamo che Whatsapp, Telegram o altro sostituiscano uno sguardo, un abbraccio, un sorriso o una lacrima reale.
Chiara
lunedì 1 ottobre 2018
Cosa vogliono le donne?
Questa domanda perseguita i maschietti dall'alba dei tempi, vero? Sono stati scritti articoli, canzoni, poesie, scenografie.
Qualche tempo fa, durante un film, la seguente frase mi ha colpita particolarmente: "Non lo sappiamo nemmeno noi donne cosa vogliamo." Ma non è del tutto vero, giusto, amiche?
Ho messo insieme un po' di opinioni, e mi piacerebbe se mi faceste sapere se queste sono esaustive o se desiderate altro.
Vogliono i baci del buongiorno e gli abbracci della buona notte;
Vogliono accanto il proprio migliore amico, perché è questo che deve essere un compagno di vita.
Vogliono qualcuno che le abbracci e le aiuti nei momenti di difficoltà, che stringa loro le mani nei momenti di gioia e festeggi i loro successi.
Vogliono qualcuno che supporti i loro sogni.
Vogliono sentirsi amate, coccolate, ascoltate.
Vogliono qualcuno che si interessi di loro.
Vogliono qualcuno che le desideri e che odi il fatto che altri le possano desiderare.
Vogliono essere la loro priorità.
Vogliono qualcuno che si prenda cura di loro, che, in fin dei conti, è quello che loro fanno con gli altri.
Vogliono qualcuno che non le dia per scontate, perché quando questo accade, qual qualcuno le ha perse.
E i maschi cosa vogliono?
Scrivetemi!
Chiara
Qualche tempo fa, durante un film, la seguente frase mi ha colpita particolarmente: "Non lo sappiamo nemmeno noi donne cosa vogliamo." Ma non è del tutto vero, giusto, amiche?
Ho messo insieme un po' di opinioni, e mi piacerebbe se mi faceste sapere se queste sono esaustive o se desiderate altro.
Vogliono i baci del buongiorno e gli abbracci della buona notte;
Vogliono accanto il proprio migliore amico, perché è questo che deve essere un compagno di vita.
Vogliono qualcuno che le abbracci e le aiuti nei momenti di difficoltà, che stringa loro le mani nei momenti di gioia e festeggi i loro successi.
Vogliono qualcuno che supporti i loro sogni.
Vogliono sentirsi amate, coccolate, ascoltate.
Vogliono qualcuno che si interessi di loro.
Vogliono qualcuno che le desideri e che odi il fatto che altri le possano desiderare.
Vogliono essere la loro priorità.
Vogliono qualcuno che si prenda cura di loro, che, in fin dei conti, è quello che loro fanno con gli altri.
Vogliono qualcuno che non le dia per scontate, perché quando questo accade, qual qualcuno le ha perse.
E i maschi cosa vogliono?
Scrivetemi!
Chiara
mercoledì 26 settembre 2018
Manco da un po'....
Ciao cari amici!!
Manco da moltissimo, che vergogna! Però ho dei piccoli progetti per questo blog, a scadenza più regolare.
Infatti cercherò di pubblicare ogni mercoledì la recensione di un libro, oppure di un film, e ogni lunedì un post di quelli classici che scrivevo di solito.
Spero che non vi siate dimenticati di me...
Un abbraccio,
Chiara
Manco da moltissimo, che vergogna! Però ho dei piccoli progetti per questo blog, a scadenza più regolare.
Infatti cercherò di pubblicare ogni mercoledì la recensione di un libro, oppure di un film, e ogni lunedì un post di quelli classici che scrivevo di solito.
Spero che non vi siate dimenticati di me...
Un abbraccio,
Chiara
mercoledì 13 giugno 2018
VANNO IN CHIESA E POI...
"Vanno in chiesa, vanno alla Santa Messa e poi... Guarda cosa hanno votato..." ;
"Vanno in chiesa, vanno alla Santa Messa e poi... Guarda cosa scrivono su Facebook..." ;
"Vanno in chiesa, vanno alla Santa Messa... Solo per farsi vedere..." ;
"Guarda quel prete cosa ha fatto! E meno male che è un prete!"
Vorrei tanto spiegare a tutti voi, che noi Cristiani Cattolici, quelli della Santa Messa della Domenica, non siamo una setta chiusa nel nostro mondo di convinzioni e ci divertiamo a sbagliare, a fare del male, a ingannare. Non siamo così!
Sono stanca di vedere persone che generalizzano sui Cristiani Cattolici. Noi siamo persone, esattamente come voi. Pertanto sbagliamo. Oh si, certo che sbagliamo! Esattamente come tutti gli essere umani su questo pianeta.
Andare in chiesa non è sinonimo di presunzione. Andare in chiesa è credere in un Dio buono, amorevole, cercare di capire meglio il messaggio di Gesù. Certo, la chiesa ha sbagliato, lo ha anche riconosciuto, magari sbaglierà ancora. D'altronde, è fatta di uomini. I sacerdoti dedicano la loro vita allo studio, agli altri, e provano a far capire il messaggio di Dio al mondo. Un messaggio che è bellissimo, se almeno lo si ascoltasse.
Non andare in chiesa significa essere cattive persone? Assolutamente no.
Andare in chiesa rende buoni? Assolutamente no. Magari bastasse solo questo! Ci vuole tanto di più. E non è detto che non abbiate ragione a fare accuse, solo che: se uno è stronzo, lo siamo tutti. Non si può generalizzare, come in ogni cosa.
Io vado in chiesa perché credo in quel Gesù morto in croce per Amore. Ci vado perché forse, posso imparare di più sull'Amore. Ci vado perché quando esco, sento Dio più vicino.
Ma ciò non significa che mi possiate giudicare da questo o che sappiate per chi ho votato. Potete giudicarmi per le mie azioni, se volete. E sono sicura di essere colpevole, perché sì: io sbaglio comunque, anche se ce la metto tutta per non farlo.
Vi racconto una storia: qualche anno fa stavo passando un brutto momento . Alcune persone mi hanno voltato le spalle. Sapevano cosa provavo, mi ero confidata. Molte persone mi sono state vicine, altre no. Chi è restato? Chi non andava e non va tutt'ora in chiesa. Lo so, è un caso.
Quindi? Dio è male? Sono cattivi, ipocriti esseri umani? Mi sono allontanata ancora di più dalla mia religione perché se loro davano il cattivo esempio, le spese le doveva fare il mio credo?
No. Anzi: sono andata in chiesa. Cerco di essere io quell'esempio che viene insegnato e che loro, in quell'occasione non hanno trasmesso, cerco di ascoltare la Parola di Dio, anche se sono sicura che sbaglierò, magari come loro... Ma d'altronde: "Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra(...)" dal Vangelo di Giovanni (8,1-11).
Chiara
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