Alzarsi una mattina e pensare: "Come sono felice!", alzarsi il giorno dopo e pensare: "Come sono felice!", alzarsi ancora la mattina dopo e pensare: "Come sono felice!", svegliarsi diversi giorni consecutivi avendo sempre lo stesso pensiero: la felicità.
Arrivare a sera sempre felici, sera dopo sera, con il cuore che sorride, gli occhi che sognano, ripetutamente e l'anima che ringrazia di questo sole così alto nel cielo azzurro.
Dedurre quindi che è: un periodo felice. Null'altro da dire. Null'altro da pensare, se no al desiderio e di conseguenza, al progetto di mettere in campo qualsiasi cosa per prolungare questa giornata di sole meravigliosa.
Forse. Null'altro da pensare? Come al fatto che qualcuno così felice non è? Come al fatto che si avvista una nuovola. Sul fondo. Non vicina. Ferma perchè non c'è vento. Eppure la si vede. E quella nuvola è stata causata da azioni, scelte meditate e decise. Quella nuvola ha portato la tristezza nella vita di qualcun altro, nonostante la correttezza, nonostante non ci fosse l'intenzione. Ma è un dato di fatto: da un'altra parte, piove.
Così la felicità acquista un sapore di.... . No. La felicità resta felicità, comunque. Non acquista nessun sapore. Anzi, la felcità sa di fragole, di ciligie, di pesche. Ed è per questo che ci si sente così, dispiaciuti, in colpa, perchè non si può fare a meno di sfruttare questo sole mangiando fragole fresche.
Chiara
Un blog che mi fa sentire viva prima di tutto, e poi libera. Un blog che prende spunto da fatti personali per esprimere qualsiasi mio pensiero, insomma un diario "generico", poiché non posso fare a meno di scrivere. Il materiale grafico e fornito da terze persone; tale materiale pubblicato non risente di controlli per i copyright, poiche le eventuali responsabilita ricadono su chi lo ha fornito. I detentori legali dei diritti possono chiedere al nostro indirizzo e-mail la loro rimozione.
lunedì 17 giugno 2013
venerdì 14 giugno 2013
L'importante è imparare, sempre
Capita spesso di lamentarsi per una giornata no, e quel no, in genere indica che si sono trovati tutti i semafori rossi, che si è dimenticato a casa il pranzo, che la lavatrice si è rotta, che si è raffreddati, o semplicemente che si è dovuto fare tutto di corsa.
Capita spesso di litigare per un fraintendimento, di discutere perchè un'amica non trova abbastanza tempo per l'altra, di arrabbiarsi perchè via whatsapp si risponde di corsa e senza faccine, di arrabbiarsi perchè uno schiaccia un piede all'altro, di arrabbiarsi perchè semplicemente si sbaglia nella vita. Tutti.
Eppure arriva quel giorno in cui tutto sparisce. In cui si vorrebbe poter tornare ad avere i banali problemi sopra elencati, o si vorrebbe non essersi arrabbiati per qualcosa. Tutto sparisce. Perchè, in genere, è arrivato un vero problema. Un lutto, una malattia, una perdita (non nel senso di sinonimo di lutto), un ostacolo reale per realizzare qualcosa.
Però non si può tornare indietro: ma in quel momento, in quell'istante si capisce cosa è davvero importante.
Purtroppo, spesso, superato il problema, affrontato il dolore, si torna a lamentarsi, a discutere per delle banalità. Allora sì che si è commesso un grave errore: non aver imparato nulla dalla negatività, e aver permesso ad un'esperienza di passare senza imparare nulla.
Questo non dovrebbe accadere, nemmeno per le esperienze positive, perchè spesso ci si dimentica, che tornano. Per tutti. :-)
Chiara
Capita spesso di litigare per un fraintendimento, di discutere perchè un'amica non trova abbastanza tempo per l'altra, di arrabbiarsi perchè via whatsapp si risponde di corsa e senza faccine, di arrabbiarsi perchè uno schiaccia un piede all'altro, di arrabbiarsi perchè semplicemente si sbaglia nella vita. Tutti.
Eppure arriva quel giorno in cui tutto sparisce. In cui si vorrebbe poter tornare ad avere i banali problemi sopra elencati, o si vorrebbe non essersi arrabbiati per qualcosa. Tutto sparisce. Perchè, in genere, è arrivato un vero problema. Un lutto, una malattia, una perdita (non nel senso di sinonimo di lutto), un ostacolo reale per realizzare qualcosa.
Però non si può tornare indietro: ma in quel momento, in quell'istante si capisce cosa è davvero importante.
Purtroppo, spesso, superato il problema, affrontato il dolore, si torna a lamentarsi, a discutere per delle banalità. Allora sì che si è commesso un grave errore: non aver imparato nulla dalla negatività, e aver permesso ad un'esperienza di passare senza imparare nulla.
Questo non dovrebbe accadere, nemmeno per le esperienze positive, perchè spesso ci si dimentica, che tornano. Per tutti. :-)
Chiara
mercoledì 12 giugno 2013
Voglio un uomo che...
Voglio un uomo che mi svegli perchè non può aspettare il sole sorgere per parlarmi, voglio un uomo che aspetti impaziente una mia chiamata, voglio un uomo che mi mandi una buona notte da favola, voglio un uomo che mi faccia sognare anche ad occhi aperti, voglio un uomo che mi stringa a sè pensando di essere fortunato, voglio un uomo che non resista troppo tempo senza baciarmi, senza abbracciarmi. Voglio un uomo che mi riempia di baci anche mentre dormo, perchè noi donne: lo sappiamo.
Voglio un uomo che legga ciò che scrivo, voglio un uomo che sdriandosi la sera nel letto si senta solo perchè gli manco. Voglio un uomo che si preoccupi per me, voglio un uomo che mi aspetti se sono fuori in macchina. Voglio un uomo su cui poter contare in qualsiasi situazione io mi trovi. Voglio un uomo che noti come tossisco, come divento rossa, come ordino le spugnette con le quali faccio le pulizie. Voglio un uomo che di me ami per davvero come cerco le cose nella borsa, un uomo che ami come posiziono il piede in punta, tipo ballerina. Voglio un uomo che mi chieda cosa faccio il sabato sera, voglio un uomo con cui avere qualcosa in comune da poter parlare ore ed ore. Voglio un amico.
Voglio un uomo a cui poter dire che ho bisogno di lui, e che non ci sia nulla che regga di fronte questa affermazione. Voglio un uomo con cui guardare un tramonto, voglio un uomo con cui vivere il tramonto. Voglio un uomo che tra dieci anni si veda padre, voglio un uomo che tra dieci anni si veda con me.Voglio un uomo che mi voglia, un uomo che ami la mia espressività. Voglio un uomo che la capisca. Voglio un uomo che sappia leggere ogni mio pensiero, che lo capisca. Un uomo che, semplicemente, mi conosca.
Voglio un uomo che ami come piango, e che ami come amo. Voglio un uomo che mi veda tener in braccio un bambino, pensando a che, magari, potrebbe capitare anche a noi e ne sarebbe felice. Voglio un uomo che non mi faccia sentire sola, voglio un uomo da non fare sentire solo.
E voglio un uomo a cui poter fare provare tutto questo.
Voglio... Vorrei... In realtà quello che tutti vogliono... Vorrebbero, non nello specifico in un uomo, ma indistintamente nella persona giusta...
Chiara
Voglio un uomo che legga ciò che scrivo, voglio un uomo che sdriandosi la sera nel letto si senta solo perchè gli manco. Voglio un uomo che si preoccupi per me, voglio un uomo che mi aspetti se sono fuori in macchina. Voglio un uomo su cui poter contare in qualsiasi situazione io mi trovi. Voglio un uomo che noti come tossisco, come divento rossa, come ordino le spugnette con le quali faccio le pulizie. Voglio un uomo che di me ami per davvero come cerco le cose nella borsa, un uomo che ami come posiziono il piede in punta, tipo ballerina. Voglio un uomo che mi chieda cosa faccio il sabato sera, voglio un uomo con cui avere qualcosa in comune da poter parlare ore ed ore. Voglio un amico.
Voglio un uomo a cui poter dire che ho bisogno di lui, e che non ci sia nulla che regga di fronte questa affermazione. Voglio un uomo con cui guardare un tramonto, voglio un uomo con cui vivere il tramonto. Voglio un uomo che tra dieci anni si veda padre, voglio un uomo che tra dieci anni si veda con me.Voglio un uomo che mi voglia, un uomo che ami la mia espressività. Voglio un uomo che la capisca. Voglio un uomo che sappia leggere ogni mio pensiero, che lo capisca. Un uomo che, semplicemente, mi conosca.
Voglio un uomo che ami come piango, e che ami come amo. Voglio un uomo che mi veda tener in braccio un bambino, pensando a che, magari, potrebbe capitare anche a noi e ne sarebbe felice. Voglio un uomo che non mi faccia sentire sola, voglio un uomo da non fare sentire solo.
E voglio un uomo a cui poter fare provare tutto questo.
Voglio... Vorrei... In realtà quello che tutti vogliono... Vorrebbero, non nello specifico in un uomo, ma indistintamente nella persona giusta...
Chiara
lunedì 10 giugno 2013
Sogno ad un passo
I sogni non si decidono, i sogni si sentono, si avvertono. I sogni si mostrano a noi, non noi a loro. Provengono da una parte dell'anima, forse dalla parte più propria, quella che più caratterizza l'individuo. Non si sa dove nascano, ma si sa dove permangono: nella testa, nel cuore, nell'anima, insomma: in ogni parte del corpo, fisica o mentale. Sono irrazionali, tanto che allo spiegare un sogno, allo spiegare perchè si ha quel sogno, non si riesce mai a esporlo con facilità.
I sogni stanno lì, permangono in ogni presente possibile, anche se, a volte, vengono chiusi momentaneamente in un cassetto o in più cassetti... finchè: ecco, arriva l'ispirazione, arriva il momento in cui si possono costruire. Momento che può essere molto lungo, ed impegnativo, quindi è più simile ad un periodo.
I sogni vanno realizzati come una casa, piano piano, passo dopo passo, nel momento giusto, nel periodo giusto; certo, poi tutto dipende dal sogno in sè, e, come sempre, non si può generalizzare. Ma i più richiedono un mattone dopo l'altro.
Non bisogna aver fretta, con i sogni.
"Quando sembravi essere solo a metà, o a meno di metà, quando pensavo fossi così distante, sei capitato. Sei arrivato lì in tutto il tuo splendore, in tutta la tua semplice bellezza. Hai offuscato ogni mio precedente pensiero, tutto era focalizzato sul fatto che tu fossi lì, fermo a guardarmi, fermo ad aspettare quel mio passo in più. Così mi sono accorta che manca mezzo metro perchè io ti possa prendere, afferrare... E brucia questo, fa molto male perchè la felicità, in questo caso, è ostacolata da una sola lacrima, ed io, questa volta non posso proprio farci nulla. Non posso proprio, altrimenti, sai che lo farei. Tu ed io lo sappiamo.
Torna, ti prego, quando potrò. E farò di più, ma esci ancora da quel cassetto. Rafforzerò le fondamenta e creerò un altro piano, perchè averti così vicino, mi ha fatto capire quanto io ti voglia, quanto tu sia me.
Ciao mio dolce sogno, o meglio: a presto...
Per te, e per me, una grande dedica:"
Chiara
venerdì 7 giugno 2013
Il libro che mi ha cambiato la vita
CIME TEMPESTOSE - EMILY BRONTE
Cime Tempestose mi ha spiegato l'Amore, mi ha raccontato come vorrei che fosse il mio Amore, ha esternato in me il desiderio di trovare un'anima identica alla mia, il sogno di trovare qualcuno "Ancora di più uguale a me stessa di quanto possa esserlo io".
Cime Tempestose mi ha letto l'anima, il cuore. Esso mi ha mostrato che il peggior inferno sia perdere la propria anima identica, e, quindi, vivere senza di lei.
Cime Tempestose mi ha narrato come sia possibile pregare per il tormento eterno, purché quell'Amore resti accanto.
Cime Tempestose mi ha insegnato, che non tutto finisce con la morte, ma che si può restare uniti anche se in mondi diversi.
Chiara
mercoledì 5 giugno 2013
Giornate da dimenticare o da ricordare?
Ci sono giornate da dimenticare e giornate da ricordare. Eppure, come ha detto Michelle Demonte: "Niente imprime una cosa così intensamente nella memoria, quanto il suo desiderio di dimenticarla".
Forse si dovrebbe voler dimenticare le cose felici, ed ecco servita la gioia su un piatto d'argento.
Fosse semplice. Ci sono giornate in cui non ci si riconosce, in cui si tira fuori il peggio, il meglio o forse semplicemente la verità su noi stessi.
Non so se ci si debba vergognare per mostrare realmente come si è. Non "Vergognare" in senso negativo, ma in senso di "Avere timore", "Avere pudore" per la propria intimità". Intimità che spesso nemmeno l'interessato vuole affrontare. Ma è un'intimità che spesso bisogna affrontare, quando non si vuole, quando si desidera fare tutt'altro, eppure ci sono giornate che portano allo scoperto ciò che non vorremmo, ciò che vorremmo dimenticare di noi, ma che, esce, perché deve uscire, perché è noi.
Così, se posso dare un consiglio: affrontarlo una volta, spesso significa non ri-affrontarlo più, perché significa averlo accettato, allora: meglio prima che poi, no? Ed è in questo modo che una giornata da dimenticare, potrà entrare nella categoria delle giornate da ricordare. :-)
Chiara
Forse si dovrebbe voler dimenticare le cose felici, ed ecco servita la gioia su un piatto d'argento.
Fosse semplice. Ci sono giornate in cui non ci si riconosce, in cui si tira fuori il peggio, il meglio o forse semplicemente la verità su noi stessi.
Non so se ci si debba vergognare per mostrare realmente come si è. Non "Vergognare" in senso negativo, ma in senso di "Avere timore", "Avere pudore" per la propria intimità". Intimità che spesso nemmeno l'interessato vuole affrontare. Ma è un'intimità che spesso bisogna affrontare, quando non si vuole, quando si desidera fare tutt'altro, eppure ci sono giornate che portano allo scoperto ciò che non vorremmo, ciò che vorremmo dimenticare di noi, ma che, esce, perché deve uscire, perché è noi.
Così, se posso dare un consiglio: affrontarlo una volta, spesso significa non ri-affrontarlo più, perché significa averlo accettato, allora: meglio prima che poi, no? Ed è in questo modo che una giornata da dimenticare, potrà entrare nella categoria delle giornate da ricordare. :-)
Chiara
lunedì 3 giugno 2013
Decisioni difficili
Ogni decisione, ogni scelta è difficile da compiere. Mi è stato chiesto spesso come si possa fare una scelta, come si possa prendere una decisione importante. Mi è anche stato detto che io lo faccio con abbastanza facilità, nonostante la mia apparenza indecisa.
Ma, veniamo al dunque: come si fa?
La cosa fondamentale non è fermarsi ad osservare i dettagli. La cosa importante è non perdere di vista l'obiettivo finale, cosa si vuole realmente, scriverselo e immaginare di arrivare lì. Nonostante ciò, però il presente deve essere piacevole, certo, i tempi duri ci sono per chiunque, nessuno escluso, ma se si vivono è perchè si sceglie di viverli, non di subirli.
Ed è così che va vissuta tutta la vita: le cose importante non vanno perse di vista, ma il tragitto è vita stessa pure lui, e non va tralasciato il modo di viverlo.
Qualsiasi scelta si faccia, l'importante è vivere, ma vivere per davvero, e per farlo ci vuole coraggio.
Concludo con una domanda, che mi è stata fatta sulle scelte difficili: "Come si riconosce la persona giusta?"
La risposta è di Claudia Sartirana: "L'istinto è molto forte, ma per costruire qualcosa di serio con una persona ogni parte del tuo corpo dev'essere convinta: dall'istinto, al corpo, al cervello e razionalità... è brutto da dire, ma forse la persona giusta è così che si identifica: quando ogni parte di te converge su di lui.. ogni parte.. e così dovrebbe essere conoscendo una persona sempre di più, così dovrebbe essere quando la si conosce, nonostante i brutti momenti.". Probabilmente già farsi questa domanda è una risposta.
Cerchiamo di vivere, per davvero e sempre,
Chiara
Ma, veniamo al dunque: come si fa?
La cosa fondamentale non è fermarsi ad osservare i dettagli. La cosa importante è non perdere di vista l'obiettivo finale, cosa si vuole realmente, scriverselo e immaginare di arrivare lì. Nonostante ciò, però il presente deve essere piacevole, certo, i tempi duri ci sono per chiunque, nessuno escluso, ma se si vivono è perchè si sceglie di viverli, non di subirli.
Ed è così che va vissuta tutta la vita: le cose importante non vanno perse di vista, ma il tragitto è vita stessa pure lui, e non va tralasciato il modo di viverlo.
Qualsiasi scelta si faccia, l'importante è vivere, ma vivere per davvero, e per farlo ci vuole coraggio.
Concludo con una domanda, che mi è stata fatta sulle scelte difficili: "Come si riconosce la persona giusta?"
La risposta è di Claudia Sartirana: "L'istinto è molto forte, ma per costruire qualcosa di serio con una persona ogni parte del tuo corpo dev'essere convinta: dall'istinto, al corpo, al cervello e razionalità... è brutto da dire, ma forse la persona giusta è così che si identifica: quando ogni parte di te converge su di lui.. ogni parte.. e così dovrebbe essere conoscendo una persona sempre di più, così dovrebbe essere quando la si conosce, nonostante i brutti momenti.". Probabilmente già farsi questa domanda è una risposta.
Cerchiamo di vivere, per davvero e sempre,
Chiara
Iscriviti a:
Post (Atom)
