Il voler far tutto è una
caratteristica delle persone con molti interessi, appassionate della vita,
dell’amore, dell’amicizia, della felicità. Questa loro continua ricerca di
tutto ciò, o comunque il mantenimento di tutto ciò, li porta a manifestare un
continuo movimento della vita, della quale trascurano inevitabilmente i
dettagli. Trascurarne i dettagli significa non averne una cura completa. Di
fatto, per queste persone l’importante è fare, anche se in maniera
approssimativa.
Dall’approssimazione però
vengono scaturite le loro stesse frustrazioni perché, se la loro priorità è
fare, al secondo posto vi è il far tutto in maniera perfetta. Cosa impossibile
perché una giornata ha 24 ore anche per loro. Inoltre, alla loro delusione si
aggiunge quella di coloro che gli stanno accanto, poiché non si sentono mai del
tutto importanti. Infatti nessuno di loro viene prima del coltivare ogni loro
interesse.
Quanto può essere bello voler
far tutto e provare a far tutto, dal lavoro, allo sport, all’uscire con mille
amici, ad andare a mille eventi, a viaggiare… quando non si fa una sola cosa
fatta realmente bene e curata nei dettagli?
Forse, in fin dei conti, il
loro è solo il desiderio di occupare tempo, senza pensare di occuparlo con qualità.
IO
A tutti capitano momenti
davvero pieni, basta un imprevisto di qualsiasi tipo: da un’urgenza sul lavoro,
alla richiesta di un amico, alla lite con un fidanzato che va chiarita; allora
il tempo che si considerava libero per i propri hobbies, viene occupato. La
vera bravura consiste nel lasciare sempre uno spazietto vuoto, così qualsiasi
imprevisto lo si può risolvere in quel momento. Certo si può sbagliare, si è
tutti umani. Tuttavia, alcune volte ho notato come il: “Scusa ho poco tempo”
sia una grande, appunto, scusa.
Degli esempi? Eccoli…
Torno a casa una volta al mese
se va male, due se va bene: possibile che alcune mie amiche non abbiano un
sabato o venerdì sera da dedicarmi in quasi un anno? Sempre per pranzo o per
merenda e, sempre, rigorosamente: di corsa.
Poi però fanno mille cose e mille eventi con altri amici, viaggi e
sport. E sono sicura che non trascurino solo me. Glielo fai notare, si scusano.
Poi, ovviamente, resta tutto come prima. Sono certe non siano cattive, hanno
solo questa brama di far tutto, senza pensare alla qualità di come lo svolgono.
Mi è capitato mi dicessero:
“Beata te che riesci a passare una serata sul divano con tua mamma”. Ma…. Basta
fare sport due volte a settimana invece di tre, basta rinunciare ad un’uscita
con gli amici o con il fidanzato, per passare una serata con la propria madre.
Oppure ancora: “Ma al posto
che stare a casa con tua mamma, puoi uscire con i me e i miei amici…”
Il punto è che a me piace, io
voglio passare del tempo con mia mamma, con mio papà. Io
voglio mantenere i rapporti che ho e voglio che siano dei rapporti di QUALITA’.
Uscire con sconosciuti, perché? Ho già abbastanza amici e creare altri rapporti
significherebbe abbonare la qualità con cui ho sempre curato i miei soliti e
solidi rapporti. Perché la giornata ha 24 ore anche per me. Preferisco uscire con la persona che mi ha
fatto quella domanda, da sola. Preferisco
mantenere confidenza, sintonia,
profondità di rapporto con lei, raccontarle cosa mi succede e ascoltare cosa le
succede, piuttosto che conoscere duemila persone e non parlare realmente con
nessuno.
Tante persone rispondono ai
messaggi dopo giorni, dopo settimane. Può capitare, certo. Ma se diventa la
regola, come può essere mantenuto un rapporto di qualità? Come fa l’altra persona
a sentirne la presenza nei momenti difficili e anche in quelli di gioia?
Altri esempi? Eccoli…
Ogni martedì andavo a degli
incontri culturali, mi piacevano tantissimo. Mi donavano qualcosa in più. Una
mia amica aveva bisogno di me, purtroppo poteva solo il martedì. E così altre
due. Dovevo scegliere: lasciarle sole, trascurare la nostra amicizia, oppure
rinunciare agli incontri culturali. Ho scelto la seconda. Non sono ci andata
per tre mesi e poi sono finiti. Mi sono demoralizzata, perché mi piacevano,
eppure dentro di me sapevo di aver fatto la cosa giusta e mi sono ripromessa di
tornarci l’anno prossimo, cercando di gestire meglio le cose.
Una persona mi ha risposto
dopo 3 settimane…. 3 settimane e davvero non aveva il tempo di rispondermi a
uno sfogo su persona vicino a me con il cancro?? Ma scherziamo? E poi finisce
tutto con: “Scusa ma non avevo tempo” e ovviamente deve tornare tutto come prima. Beh spero tu abbia il tempo di andartene
a fare in culo, adesso. Mi sono arrangiata. Ma non da sola. Con chi c’è sempre.
Con chi magari mi risponde di corsa, ma risponde. Con chi c’è anche a
mezzanotte dovendosi alzare alle quattro.
Le persone così le
preferisco. Magari non prendono mille impegni, magari non fanno tre sport e
hanno pochi amici… Ma quelli che hanno, le persone che hanno loro intorno, le
trattano davvero facendole sentire importanti per loro, dedicando loro tempo di qualità.
Spero di essere in questa
categoria anche io, giacché l’unico vero impegno che mi limita è l’università.
Poi cerco di non prendere troppi impegni, per dedicarmi a chi davvero voglio
bene. Seppur a volte sbaglio anche io, non crediate. Ci sono cose che voglio fare, ma
verrà un tempo per farle, quando l’università o il lavoro richiederanno meno
impegni, farò tutto ciò che voglio fare ora, devo avere pazienza perché le
altre cose che vorrei fare sono solo rimandate.
Mi rendo conto dello sfogo
prolisso, e chiedo scusa.
Fatemi un piacere, stasera prima di andare a dormire
chiedetevi davvero se conta più il fare o la qualità con la quale si fanno le
cose, con la quale si mantengono i rapporti.
Buona serata a tutti,
Chiara
